"Perché non sarei degna della giuria?"
"Non capisco cosa vadano cercando certi critici musicali, tra i più blasonati, attaccando la mia ed altre presenze nella giuria di qualità di Sanremo. Con argomentazioni che rasentano l'offesa". Alba Parietti si dice "indignata" da quanto letto su alcuni quotidiani sulla giuria di qualità composta da lei, Serena Autieri, Caprarica, Magalli, D'Alatri, Ghini, De Angelis, Palombelli e Coccoluto.
"Tra l'altro -aggiunge la conduttrice- gli appunti più velenosi sono quasi sempre riferiti a me. Non ho capito di cosa dovrei giustificarmi? Ho presentato 3 dopofestival, un festival di Sanremo, 7 anni di Vota la voce, ho fatto per oltre 5 anni la dj nelle radio private. Sono un'appassionata di musica, dal pop al rock, dalla musica sinfonica alla lirica fin da bambina. E soprattutto leggo, mi informo e ascolto. D'altronde questi signori potranno confermare che nessuno di loro ha un passato da musista. Né è vero che essere giornalisti è sempre sinonomo di grande sensibilità artistica", prosegue la Parietti.
Secondo la conduttrice, fra l'altro, "visto che a Sanremo si parla soprattutto di musica pop, credo che anche da italiana media con una lunghissima frequentazione di spettacoli musicali sarò in grado di capire se un brano può piacere".
Ma per Alba Parietti ci sono almeno due altri motivi che avranno portato ad optare per una simile composizione della giuria: "Intanto il fatto che le persone scelte siano estranee al mercato discografico mette al riparo da qualsiasi possibile pressione. Ma anche se il desiderio recondito, come comincio a credere, fosse una giuria di qualità composta da critici musicali, ci sarebbe stato un problema di orario: perché durante il festival dovrebbero essere impegnati nella chiusura dei loro articoli per il giorno dopo. Dunque lo lascino fa a noi, imcompetenti ma felici e fotogenici. In fondo saremo artisti che giudicano artisti: che male c'è?".
"La cosa che proprio trovo inaccettabile da parte mia -conclude Parietti- è che i critici mi trattino, dopo 30 anni di carriera, come una cubista assurta alle cronache per una partecipazione ad un reality".
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