giovedì 31 gennaio 2008

"Io, censurato a Sanremo per la canzone sui licenziati"

ROMA - "Mi hanno censurato il brano per Sanremo". Lo racconta Federico Zampaglione, alias Tiromancino. "Avevo scritto un brano - spiega - che affrontava il tema dei licenziamenti di massa. La Emi, la mia casa discografica, all'inizio era entusiasta, poi dopo aver ascoltato "Il rubacuori", così è intitolato, lo scenario è cambiato. Si sono rifiutati di iscrivere la canzone e hanno revocato l'uscita del disco. Così per poter portare il brano a Sanremo ho dovuto rompere il contratto con la Emi. Non avevo altra possibilità". Questa è la storia vera di un insolito "rubacuori", protagonista di una canzone proposta e accettata al prossimo festival della canzone a Sanremo, ma a quanto sembra poco amata dai discografici. La canzone è di Federico Zampaglione, alias Tiromancino, s'intitola Il rubacuori e tratta un tema delicato, molto sentito, ovvero quello dei licenziamenti di massa, un tema che, è cronaca di questi giorni, coinvolge pesantemente anche il settore discografico.

"Un giorno", racconta Zampaglione, "di fronte a questa drammaticissima situazione di licenziamenti di massa, e avendo per di più un amico rimasto da un giorno all'altro senza lavoro, disperato e senza prospettive, ho sentito la necessità di parlare di questo argomento in una canzone, anche per essere solidale con quelli che si trovavano in questa condizione. Mi è venuta di getto, e il pezzo ne parla in modo molto specifico". La canzone, che abbiamo ascoltato, è tutt'altro che un attacco violento: la storia è narrata in prima persona da un "rubacuori" che altro non è se non un tagliatore di teste, uno di quelli chiamati dalle aziende per fare bruschi ripulisti di personale. È un rubacuori nel senso che strappa il cuore alle persone, ne annulla l'esistenza professionale, ma l'atmosfera è trasognata: il "rubacuori" si confessa, ma con una certa amarezza e perfino un fondo di malinconia.

Poi cosa è successo?
"Con la mia casa discografica, la Emi, stavamo definendo le ultime modalità per l'uscita di un disco live, e eravamo arrivati nella fase finale di contrattazione. Loro hanno voluto sentire il pezzo di Sanremo, sapevano che io avevo voglia di andare al festival, ed erano completamente d'accordo, ci avrebbero sostenuto in pieno. Dopo aver ascoltato la canzone, però, lo scenario è bruscamente cambiato. Pensavo che avrebbero capito che la canzone affrontava un problema generale del paese. E invece il giorno dopo c'è stata un improvviso cambio di rotta: si sono rifiutati d'iscrivere il pezzo a Sanremo e hanno addirittura revocato l'uscita del disco".

Forse alla Emi avevano i nervi scoperti perché proprio loro stessi hanno annunciato un taglio di 2000 dipendenti. Ma il pezzo è regolarmente in lista nella gara del festival...
"Sì, perché a quel punto abbiamo deciso di iscriverci comunque, come indipendenti, e del resto Baudo appena l'ha ascoltato mi ha dato il massimo sostegno, suo e della commissione selezionatrice. Baudo dice addirittura di essersi commosso quando l'ha ascoltato la prima volta. Per poter cantare questa canzone al festival sono stato costretto a rompere il contratto con la Emi, non c'era altra possibilità".

Ma i Tiromancino sono una sigla appetibile per una casa discografica. Non si sono fatte vive altre etichette?
"Sì, subito. Altre major si sono dichiarate interessate al disco. All'inizio c'è stato parecchio interesse. Presi gli accordi verbali, dopo l'ascolto del brano si è creato il deserto. Sono spariti tutti. C'è stata una sorta di censura: per la prima volta nella storia di Sanremo non sarà neanche nelle due compilation del festival, gestite dalle quattro major, che di solito contengono tutte le canzoni in gara".

Che ne sarà della canzone?
"Stiamo decidendo come muoverci, se e come far uscire il disco. L'indignazione non è tanto per il mio caso personale, piuttosto per la volontà di non dare visibilità a persone che in questo momento sono messe male. Negargli anche il conforto che può venire da una canzone. Certo non si risolvono così i problemi, ma almeno cerchiamo di comunicare un po' di vicinanza. Sono rimasto malissimo, non mi aspettavo una cosa del genere: il pezzo non è offensivo, pensavo ci fosse libertà di espressione, cercavo solo di capire con quale atteggiamento si gestiscono questi tagli. Per un musicista che ha raggiunto una certa visibilità è doveroso mettersi al servizio anche di chi non ha voce, altrimenti si confezionano solo canzoni per un mercato che non tiene conto dei problemi del paese".

A quanto pare i discografici l'hanno preso come un attacco diretto...
"Non so che dire, di sicuro questa è l'amara storia del "rubacuori": volevo solo mettermi nei panni di chi viene licenziato e mi sono trovato totalmente isolato. Credo che tutto ciò mi causerà un sacco di guai nei rapporti con l'industria, ma ci sono cose più importanti, non si può girare sempre la testa, bisogna mettersi nei panni di chi è in difficoltà. Ho l'impressione che i discografici non si rendano ben conto di quello che succede intorno a loro: pensano solo ai conti".

Ma avranno pure dato una spiegazione ufficiale?
"Sì l'hanno messa per iscritto: il rifiuto di iscrivere la canzone al festival era dovuto al fatto che non potevano pubblicare il disco, per motivi economici, anche se io ho precisato che ero disposto a tutto, avrei rinunciato al disco, per ora, rinunciavo anche ai soldi, pur di portare la canzone al festival, ma non c'è stato niente da fare, come se, ironia della sorte, fosse necessario licenziare qualcuno per pubblicare il mio disco. Ma se è così non si capisce più qual è il loro lavoro. Ero da otto anni con la Emi, ho venduto molti dischi, non sono uno sconosciuto, con me hanno sempre guadagnato, di certo non c'erano problemi commerciali".

Con che stato d'animo andrà al festival?
"Tranquillo. Questa storia mi ha indignato e sorpreso, ma quello che m'interessa è continuare a suonare, senza polemica, era solo un piccolo momento di riflessione. Mi interessa proporre una canzone: esprimermi, senza offendere nessuno".

Tv: Gene Gnocchi, Meglio l'Hovercraft Che l'Aereo a Malpensa

Roma, 30 gen. (Adnkronos) - "Lanciamo una campagna a favore dell'hovercraft, un mezzo sottovalutato, che invece potrebbe risolvere l'emergenza a Malpensa". Di questo e altro parlera' tra il 'serio e il faceto' Gene Gnocchi nel suo talk show, "Artu'", dieci puntate per questa seconda edizione in onda da domani alle 23.15 su Raidue. Per Gnocchi, infatti, "il problema allo scalo di Malpensa va risolto alla radice perche' l'uomo non e' fatto per volare: ci si mette di meno a fare Milano-Bologna a piedi che con l'aereo".

Il conduttore, inoltre, lancera' nella prima puntata una campagna a favore dei parlamentari che in caso di fine anticipata della legislatura non potranno assicurarsi la pensione dalla legge. "Sono 400 persone -dice Gnocchi- che hanno lavorato benissimo e potranno restare senza stipendio. Di loro chi si occupera'?". Tra gli ospiti, ci saranno Franco Grillini dei Socialisti e l'eurodeputato Carlo Fatuzzo. Il conduttore annuncia anche uno scoop sulla love story Bruni-Sarkozy: un'inviata di "Artu'", infatti, ha scoperto il rifugio d'amore segreto dei due.

Ad affiancare Gnocchi ci saranno quattro soubrette: la brasiliana Nara Natividade, la domenicana Maristhelle Garcia, l'olandese Flo Bouma e la finlandese Jatta Kakkonen. "Parlano discretamente l'italiano pero' -dice scherzando Gnocchi- stiamo decidendo se sottotitolarle". Gnocchi spiega anche i risultati della prima edizione del programma: "L'anno scorso 'Artu'' era intorno al 9% di ascolti in una serata difficile, con Benigni e 'Le Iene' a fare la concorrenza. E' stata una partenza discreta, anche 'Le Iene' al debutto avevano avuto un risultato simile. Speriamo di raggiungere quel minimo di ascolti necessari per andare avanti".

Sanremo, rivoluzione con intelligenza

E il «Pierino» nazionale ribatte: «Il Paese va a picco, ma il Festival, e Baudo, resistono».
Cinque serate, 20 big e 14 giovani artisti, importantissimi, che non saranno tenuti in secondo piano: tutto per il 58esimo Festival della Canzone Italiana, che si apre il 25 febbraio al Teatro Ariston di Sanremo, per concludersi il primo marzo. Tutte le cifre dell'evento sono state svelate ieri al Teatro dell'Opera del Casinò di Sanremo da Baudo, che è anche direttore artistico, e Piero Chiambretti. Al loro fianco l'attrice Bianca Guaccero, mora, e l'attrice e modella ungherese Andrea Osvart, biondissima.
«Il Festival di quest'anno - ha spiegato Baudo - avrà due chiavi di racconto: quella mia tradizionale e quella di Chiambretti. Piero combinerà una serie di diavolerie per le quali ha chiesto aiuto anche alle scenografie di Gaetano Castelli e alle soluzioni sceniche del trasformista Arturo Brachetti. Insomma - ha aggiunto - se crollerà tutto, sarà colpa sua».
Ma tra uno scherzo e l'altro, riferendosi anche all'attuale incertezza politica ha detto: «È un momento molto particolare, quindi il nostro compito sarà quello di confezionare uno spettacolo intelligente, che non sia soltanto ridanciano. Anche chi ci sfotte - ha detto poi Baudo - ci ama, perché pochissime trasmissioni possono vantare di essere così durature. Sanremo sta sempre al primo posto, qualsiasi cosa si dica. Questo gioiello, tuttavia, va sempre rinnovato e questa rivoluzione inizia già dal Dopo Festival che cambia fisionomia».
Con la nuova conduzione di Elio e le Storie Tese il Dopo Festival di Sanremo 2008 cambia prospettiva: apre al surreale, all'ironia sui cantanti in gara e dà spazio agli esclusi più o meno celebri, oltre a cambiare location, tornando alla sede storica del Teatro del Casinò di Sanremo. «Più che un dopo Festival - assicura Rocco Tanica, partner storico di Elio - sarà un pre Festival, nel senso che ogni sera cercheremo di anticipare la serata successiva».