



Nonostante la critica sia stata crudele con lui, "Borat", il reporter di origine kazaka interpretato da Sacha Baron Cohen (alias Ali G), si è piazzato in testa ai film più visti nel weekend. Delle nuove uscite, oltre a "Borat", fa capolino nella top ten solo l' italiano "Uno su due", con Fabio Volo ed Anita Caprioli (settimo). Delude "Intrigo a Berlino", con George Clooney, solo in dodicesima posizione.
Le medie per sala si sono abbassate e tutti i primi dieci film hanno un saldo negativo rispetto alla settimana precedente. Complessivamente l'incasso è calato del 25% (da 10.569.122 a 7.965.624).
Nelle prime tre posizioni, "Borat", "Saturno contro" di Ferzan Ozpetek e "Notte prima degli esami. Oggi". Quarta la commedia con Hugh Grant "Scrivimi una canzone" e quinto il successo made in Usa "Una notte al museo", con un dirompente Ben Stiller.
"Uno su due" segue la sesta posizione di "Alpha Dog" con Justin Timberlake, mentre chiudono la classifica "Hannibal Lecter", "L'amore non va in vacanza" e "Diario di uno scandalo". "Intrigo a Berlino", con George Clooney, è solo dodicesimo ma, essendo uscito in solo 80 sale, ha una media per sala dignitosa (2.070).
Ecco i dieci film più visti nel fine settimana, secondo la classifica Cinetel:
1) BORAT
2) SATURNO CONTRO
3) NOTTE PRIMA DEGLI
4) SCRIVIMI UNA CANZONE
5) UNA NOTTE AL MUSEO
6) ALPHA DOG
7) UNO SU DUE
8) HANNIBAL LECTER
9) L'AMORE NON VA IN....
10)DIARIO DI UNO SCANDALO
La chiamano Momo, il folletto di Sanremo o semplicemente la "Fondanela", dal nome della sua canzone. In realtà all'anagrafe, la cantante esclusa dal Festival e ripescata da Chiambretti per il Dopofestival, è Simona Cipollone, ha 35 anni, fa la cantautrice e la baby-sitter. Canta un brano stranissimo, "apri la fondanela, chiudi la fondanela...", con una gestualità che riecheggia l'arte orientale. Diventerà un tormentone?
Il personaggio in questione è riuscita a far ballare tutti, da Del Noce a Pippo Baudo, da Chiambretti a Michelle Hunziker. Anche un po' particolare, come ha mostrato al Dopofestival, Momo nativa di Lanciano ma residente da qualche anno nella capitale, è quella che canta "Fondanela", brano accompagnato dal gesto di portare e togliere le mani dalla testa, all'altezza di quella che appunto nei neonati i medici chiamano "la fontanella".
Chiambretti l'ha pescata dal cilindro delle sorprese, scorrendo il nome e i testi di chi nei mesi scorsi si era proposto per prendere parte, da concorrente, al Festival 2007. Incuriosito da questa "fondanela" scartata dalla commissione artistica, l'ha chiamata e le ha proposto di essere parte del cast del Dopofestival. Eppure il nome di Momo non è del tutto sconosciuto: un anno fa scrisse il testo della canzone di Simone Cristicchi "Che bella gente", piazzatasi seconda nella categoria Giovani.
Ultima curiosità, Momo è un'esperta di ginnastica orientale, dopo essere passata per il Tai-chi, privilegiando un ramo che aiutata migliorare la postura, specie di testa e collo. E forse "Fondanela"' trova fondamento anche in questo.
Chiambretti l'ha scritturata a tempo record per il suo "Markette", ma quel "apri la fondanela, chiudi la fondanela..." promette di diventare il tormentone che animerà i prossimi mesi...
La nebbia è dissipata, l'incertezza che affliggeva i fan di Daniel Radcliffe non c'è più. Il giovane attore ha firmato un contratto che lo vincola ad interpreatre il maghetto più famoso del mondo negli ultimi due film. Il settimo libro deve ancora uscire, ma la casa cinematografica Warner Bros ha pensato bene di accaparrarsi fin da ora l'esclusiva per non far cambiare volto ad Harry.
Daniel Radcliffe sarà ancora Harry Potter negli ultimi due film tratti dalla serie dei libri di JK Rowling. Ad affermare che l'attore ha già firmati i contratti è stata la BBC.
Radcliffe da settembre sarà impegnato nelle riprese di Harry Potter e il principe mezzosangue, sesto libro della saga, mentre a luglio arriverà nelle sale il quinto film Harry Potter e l'ordine della Fenice. La settima ed ultima pellicola dovrebbe uscire nel 2010.
I seni più sexy del grande schermo? Sono quelli dell'attrice messicana Salma Hayek nel film-flop "Chiedi alla polvere" di Robert Towne con Colin Farrell. Ogni anno si celebra l'Anatomy Awards, una sorta di Oscar dei nudi più scottanti del grande schermo. Tra le vincitrici c'è anche Jennifer Aniston per il "Miglior sedere" mostrato in "Ti odio, ti lascio, ti..." con Vince Vaughn.
La classifica dei premiati continua con autentiche "chicche" della cinematografia. "Miglior nudo contenuto un film", su tutti ha vinto "American Pie Presents: The Naked Mile (unrated)". Lauren Lee Smith la star della pellicola "Lie with Me" ha conquistato l'ambito premio "Miglior masturbazione". "Miglior Menage a trois" per Emmanuelle Chriqui, Malin Ackerman e Kevin Connelly in "Entourage". E se vi state chiedendo quale sia la "Miglior scena lesbica" andate a vedere Laura Bottrell e Nichole Mercedes Robinson nella pellicola "Huff". Non rimarrete delusi.
L'Annual Anatomy Awards è promosso ormai da otto anni da un sito Web. Negli anni scorsi tra le vincitrici si annoverano Pamela Anderson che con la sua commedia "Central Roast" ha mostrato il "Miglior Top". Mentre una delle protagoniste di "Sin City", Carla Gugino ha vinto lo stesso premio della Hayek "I seni più sexy" nel 2006.
Mettete assieme due delle cantanti più sexy della scena pop, alleate contro un "uomo bugiardo" che si è preso in giro dei loro sentimenti. Ecco Beautiful liar, il video del duetto di Shakira e Beyoncé. La clip mette a confronto i due diversi look delle artiste. Movenze sensuali, look mozzafiato che a fine video "si intrecciano". Le due cantanti si ritrovano a ballare e cantare l'una nello stile dell'altra, quasi a fondersi in un'unica persona.
Un video "doppio" come si vede dalle immagini in cui Beyoncé, riccia, con l'ombelico scoperto balla insieme a Shakira, che poi rende "il favore" imitandone così look e stile.
Il brano offre una nuova versione del concetto di "triangolo amoroso". Due donne che decidono di non darsi battaglia per conquistare il cuore di chi le ha tradite, prendendole in giro. Inizialmente il video offre due immagini diverse di Shakira e Beyoncé. L'intenzione del regista è stata quella di sottolineare le due differenti passionalità delle artiste, concentrandosi così su dettagli come i vestiti, i capelli e le atmosfere che hanno reso celebri le due cantanti.
Luci calde che richiamano il calore dei paesi latini per Shakira, ambientazioni raffinate e glamour invece per Beyoncé. Un video che si sviluppa in crescendo, con la nebbia che avvolge le due star per poi diradarsi e trasformarsi in pioggia che bagna i loro corpi che ballano. Poi poco a poco entrambe si "scambiano" gli stili diventando un'unica persona contro lo stesso uomo.
L'idea della collaborazione è nata da Beyoncé che ha sempre sognato di duettare con l'interprete di "Whenever Wherever". Il brano è stato prodotto dalla stessa Shakira e sarà contenuto nel repacking del disco di Beyoncé "B-Day", in uscita il 6 aprile. La versione spagnola (cantata solo da Beyoncè) sarà presente in "B-Day", destinato solo per il mercato latino.
Archiviata la delusione per gli Oscar, la sua "Listen" è stata snobbata dall'Academy per la categoria della Miglior canzone originale, Beyoncé torna più agguerrita che mai per il suo Tour mondiale che arriva in Europa il 30 aprile per poi approdare il 10 maggio al Datchforum di Assago (Milano) per l'unica tappa nel nostro Paese.
INFORMAZIONI
Beyoncé in concerto
10 MAGGIO AL DATCHFORUM - ASSAGO (MI)
1° anello numerato € 42.00 + prev
2° anello posto unico € 32.00 + prev
Parterre posto unico € 32,00 + prev
Infoline 0584.46477
Pubblico in piedi per Johnny Dorelli, tornato al festival dopo 38 anni con il suo swing alla Sinatra in Meglio così. Successo anche per la rivelazione Fabrizio Moro con Pensa dedicato a Falcone e Borsellino: ha messo d'accordo tutti, platea e stampa. Questi alcuni dei momenti più significativi della seconda serata di Sanremo in cui è sfuggita anche una bestemmia in diretta tv da un microfono aperto.
Michelle Hunziker più a suo agio negli abiti di Versace e con i capelli sciolti ha giocato un ruolo determinante: prima ha coinvolto da birichina Pippo Baudo nel gioco infantile dello scivolo, poi dopo che Piero Chiambretti ha svelato un fidanzatino di gioventù della bionda svizzera in quel di Militello, lo stesso paese del conduttore, ha fatto una gaffe che Baudo non ha mancato di spettacolarizzare. Il corteggiamento porta al trick-track, a fare l'amore in dialetto siciliano: la Hunziker avrebbe voluto dire: se si fa il trick-track io vado, invece ha detto "io vengo".
Michelle è rimasta bloccata per l'imbarazzo. Poi si è esibita in Cabaret e Baudo le ha tolto la parrucca e se l'è messa in testa. Dorelli, sotto lo sguardo della moglie Gloria Guida ha fatto un ritorno trionfale al Festival di Sanremo vinto due volte, nel 1958 con Nel blu dipinto di blu insieme a Domenico Modugno, bissato l'anno dopo con Piove.
Meglio così concilia melodia italiana e ballad jazzistica e permette a Dorelli di sfoggiare la sua preparazione di crooner. Tosca ha offerto un' intensa performance con Il terzo fuochista, uno dei pezzi più originali del Festival, un omaggio a Gabriella Ferri. A salire sul palco per primo è stato Paolo Meneguzzi con Musica. Marcella e Gianni Bella hanno presentato Forever (per sempre), gli Stadio con Guardami hanno proposto un brano più da cantautore.
Momento comico con il duo Ficarra e Picone, diventato celebre grazie a Zelig. "Qui sono passati i comici più famosi, è stato detto tutto, l'unica cosa di nuovo che possiamo dire è cacca". E passandosi le battute hanno proseguito: "Pippo Baudo, ancora lui? Si vede che il tempo non passa mai. E chi c'è come cantanti? Al Bano, Milva, Johnny Dorelli. Ah lo dicevo io che hai visto una replica".
L'inizio della manifestazione ritarda per una edizione straordinaria del telegiornale: Il Governo ha ottenuto la fiducia. E su questo rilanciano i due comici: "Hanno fatto il Prodi bis" afferma Picone. "E perché - risponde Ficarra - il primo gli era uscito bene?". Nel festival dei grandi ritorni anche il primo ospite straniero è stato un gruppo "di ritorno": i Take That. Quest'anno, senza il loro celebre ex amico Robbie Williams, hanno indovinato un pezzo, Shine,che li ha riportati nelle classifiche.
Al Bano, emozionato, ha cantato un brano molto intenso: Nel perdono. Paolo Rossi è tornato per cantare a modo suo In Italia si sta male, un inedito di Rino Gaetano. Amalia Grè si è fatta un nome come interprete cresciuta nel jazz e poco avvezza a concessioni popolari: Amami per sempre è un'apertura al pop. Fabio Concato con Oltre il giardino ha un testo molto bello, la storia di un cinquantenne rimasto brutalmente senza lavoro. Sono passati alla finale di venerdì altri quattro giovani: Romina Falconi, Sara Galimberti, Elsa Lila e Fabrizio Moro.
''Siamo molto dispiaciuti, anzi mortificati per l'incidente che si è verificato verso la fine della seconda serata del festival'', ha detto il capostruttura Giampiero Raveggi commentando l'imprevisto della bestemmia che si è sentita in tv poco prima dell'esibizione di Elsa Lila. ''Le responsabilità non sono individuabili perché l'incidente è accaduto in un retropalco frequentato da decine di persone'', ha detto Raveggi.
Gregory House un po' come Sherlock Holmes e basta dare un'occhiata a uno Studio in Rosso, primo giallo di Sir Arthur Conand Doyle con il notevole investigatore, per coglierne le affinità: la sua scena del crimine è il corpo umano e il terreno di indagine la malattia. Ma è davvero lui il medico ideale? La domanda se la pone un autorevole giornalista scientifico, Andrew Holtz, che dedica un corposo volume alla figura di House.
Al centro le sue diagnosi, tracciandone un profilo e perfino calandolo nella dura realtà delle corsie e degli ospedali. I casi del dr. House (Sperling & Kupfer), è il titolo scelto per scandagliare episodio per episodio, malattia per malattia, frase per frase il mondo di questo medico che ha sedotto il pubblico (anche maschile), facendo scattare un forte senso di identificazione da parte dei telespettatori: non è certo un eroe ma molti vorrebbero essere House almeno per un giorno, ribellarsi alle regole, smarcarsi dalle convenzioni, vivere in piena libertà, riuscire a godere anche della propria solitudine.
Il creatore del bizzarro medico zoppo e senza camice, David Shore, si è divertito a giocare con Sherlock Holmes: House suona il piano e la chitarra, Holmes il violino, entrambi vivono al '221 B', tutti e due beneficiano di una straordinaria intelligenza e capacità deduttiva, e sia l'uno che l'altro assumono "droghe". Due detective in campi diversi accomunati da un fascino sottile: il libro svela uno per uno i "misteri della lavagna", quella dove House appunta i sintomi anzi gli indizi che lo porteranno a una diagnosi di successo, a individuare "il colpevole", la malattia oscura che affligge il paziente bistrattato.
"Passando al setaccio l'esperienza di migliaia di medici, e di milioni di pazienti, nel corso degli anni, è probabile che prima o poi si siano verificati anche i casi meno plausibili, proprio perché non impossibili". La lavagna, scrive Holtz, è l'essenza stessa della serie televisiva: nelle concise annotazioni vergate su quella superficie bianca è racchiusa l' intera vicenda di ogni singolo caso, dalla presentazione iniziale alla sua risoluzione. Tutto vero dunque, malattie e cura, diagnosi e metodologia ma alla fine l'autore deve ammettere un' ovvietà: se il brillante diagnosta esistesse veramente, la sua carriera sarebbe un incubo.
House dovrebbe spendere il suo tempo non in corsia ma nelle aule dei tribunali a difendersi dalle accuse dei pazienti e con ogni probabilità alle prime intemperanze sarebbe prontamente e inesorabilmente licenziato a dispetto del genio che è in lui. Amarlo sì finché resta confinato nello spazio catodico ma attenzione a non prenderlo a esempio nella dimensione reale dell'ospedale, sostiene l'autore: "Piloti spericolati che non rispettano le regole, eppure riescono a sopravvivere hanno certo più fascino dei tranquilli piloti dei jumbo. E anche un genio della medicina come House, che si divincola dalla burocrazia e dalle convenzioni mediche nella sua lotta individuale per salvare i pazienti, è ben più interessante di medici rispettosi di protocollo e linee guida, che vogliono soltanto non causare più male che bene mediante esami e cure. Ma quando salite su un aereo a lunga percorrenza, preferite l'avventura o un volo tranquillo che vi porti sani e salvi alla destinazione stampata sul biglietto? E se vi capitasse di dover essere ricoverati in ospedale per questioni gravi, che tipo di medico vorreste di occupasse della vostra salute?".
David Beckham sarà protagonista di un reality negli Stati Uniti. Victoria, la moglie del centrocampista inglese, ha un grande seguito in America e avrebbe firmato un contratto da 15 milioni di euro con il network americano Nbc: la notizia compare sul tabloid inglese The Sun. Il programma seguirà tutte le fasi del trasferimento della coppia negli Stati Uniti, dove Beckham si recherà a luglio per onorare il suo contratto con i Los Angeles Galaxy.
Fautore dell’accordo sarebbe Simon Fuller, che ha portato al successo le Spice Girls, dove Victoria cantava negli anni Novanta: e sempre lui è il manager del trasferimento record di David Beckham ai Los Angeles Galaxy, per 250 milioni di dollari. “Gli americani non vedevano l’ora di poter sbirciare nella vita di Victoria - racconta Fuller - ma abbiamo dovuto scegliere bene per lei. La Nbc è stata la rete che ha presentato la proposta migliore, in grado di cogliere il suo senso dell’umorismo e di basare il programma sulla sua simpatia”.
Lady Beckham non è certo nota per avere un bel carattere, ma, assicura Fuller, “è una ragazza molto simpatica e con questo show tutto il mondo finalmente lo capirà”. A 32 anni Victoria vuole diventare una star anche oltreoceano, ma nega di voler fare l’attrice: lo ha detto chiaramente durante la notte degli Oscar, a Hollywood, dove pure era presente.
Invece David Beckham ha già fatto le sue prove d’attore: oltre ad avere partecipato a un paio di film sul calcio (“Goal 1” e “Goal 2”), ed è stato scritturato per interpretare la parte di un soldato inglese durante la I Guerra Mondiale in “Truce” (La Tregua). Il film racconta un fatto realmente accaduto: nel 1914 le truppe inglesi e tedesche che si combattevano sul fronte occidentale stabilirono una tregua per il Natale, con tanto di scambio di regali e partita di pallone: possiamo già immaginare in quali scene il buon David si cimenterà con più profitto.
Tornando a Victoria, la recente trasferta in California della star può dare un’idea delle avventure alle quali potranno assistere a luglio gli spettatori della Nbc: la “posh spice” è arrivata all’aeroporto con un seguito da principessa: sette valigie, quattro facchini per trasportarle e ben cinque bodyguard pronti a proteggere lei e la collana di diamanti da 500 mila euro, che la casa di gioielli Chopard le ha prestato per la notte degli Oscar.